mercoledì 10 febbraio 2010

Venezia - "Donne, Lingue e politiche linguistiche"

Relazione dell’incontro operativo: “Donne, Lingua e Politiche Linguistiche”

Venezia, 28-29 gennaio 2010.

Nei giorni 28 e 29 gennaio, nell'ambito delle iniziative intraprese dal Comitato per le Pari Opportunità (C.P.O.) dell'Università Ca' Foscari di Venezia, si è svolto un incontro operativo intitolato “Donne, Lingua e Politiche Linguistiche”, per la creazione di un gruppo di studio permanente sull'uso della lingua italiana nella prospettiva di genere".

All'incontro hanno partecipato donne di provenienza e formazione diverse (insegnanti, accademiche appartenenti a vari ambiti di ricerca, tra cui linguiste e filosofe del linguaggio, bibliotecarie, personale della Pubblica Amministrazione, editrici, giornaliste, mediche, e studenti), ognuna delle quali ha portato la propria esperienza e ha formulato proposte per diffondere la conoscenza delle buone pratiche già in atto in molte realtà del territorio nazionale, per sensibilizzare i mezzi di comunicazione sulla necessità di rendere adeguatamente visibile la presenza delle donne in tutti gli ambiti della società italiana, per promuovere l'adozione ufficiale dell'uso del genere femminile per le cariche istituzionali e tutti i ruoli e professioni ricoperte da donne e per monitorare l'uso della lingua italiana nei diversi settori.

Il gruppo che si è costituito con il nome di “Genere, Lingua e politiche linguistiche” avrà un gruppo su face book con lo stesso nome all’indirizzo:

http://www.facebook.com/?ref=home#!/group.php?gid=3021b92090699

e un blog attualmente intitolato Linguaggio di genere

http://linguaggiodigenere.blogspot.com

Il gruppo opererà coordinandosi nel blog in quattro aree principali:

1. coordinamento cpo e istituzioni

Questo gruppo è pensato per supportare i cpo che vogliano operare una azione di pressione all’interno della propria istituzione, per creare reti di cpo a livello regionale come quello descritto dalle rappresentanti dei cpo della Toscana (qui le colleghe dovrebbero darci una mano a reperire la documentazione). Un primo passo all’interno delle amministrazioni è quello di monitorare il linguaggio delle circolari interne e dei formulari, puntando alla realizzazione della Direttiva ministeriale congiunta del Ministero della pubblica amministrazione e delle pari opportunità del 23-05-2007, relativa alle “Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche”. Al punto 3,VI,e della delibera si può leggere, infatti, che bisognerebbe “utilizzare in tutti i documenti di lavoro […] un linguaggio non discriminatorio come, ad esempio, usare il più possibile sostantivi o nomi collettivi che includano persone dei due generi” e nella nota 4 del suddetto punto si rinvia alle “Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana” di Alma Sabatini (1987).

Si veda il sito del ministero per le pari opportunità per il testo della direttiva, una presentazione delle finalità della direttiva, e sul monitoraggio degli ultimi due anni:

http://www.pariopportunita.gov.it/index.php?option=com_content&view=article&id=868&Itemid=175

La divulgazione delle buone pratiche permetterebbe di andare a cascata utilizzando il lavoro di riscrittura di statuti, circolare e formulari già fatti da altre amministrazioni.

2. coordinamento scuola

Questo gruppo avrà all’ordine del giorno il monitoraggio dei libri di testo utilizzati dalla scuola, la creazione di attività di formazione e sensibilizzazione di insegnanti di tutti gli ordini di scuola, e come per tutti gli altri gruppi la divulgazione delle molte iniziative già attuate in questo campo. A questo gruppo può far capo anche un interesse su quanto è considerato educativo o formativo in commercio o generalmente in uso anche se non direttamente correlato alla scuola.

3. coordinamento media (radio-tele, giornali, web)

Questo gruppo si occuperà di monitorare l’uso del linguaggio della comunicazione di tutti i tipi, da quella più tradizionale dei media stampati, alla televisione e al più recente mezzo del web che sembra aver ereditato in massa l’uso più sessista nella categorizzazione e nell’indicizzazione dei motori di ricerca.

4. sportello di consulenza linguistica

Questo più che un gruppo si tratta di un’offerta di consulenza per chi non è sicura/o di quale sia il modo migliore per non far scomparire la presenza delle donne nel messaggio comunicativo. Questo sportello dovrebbe essere facilmente reperibile a chi vuole consultarci e forse per questo avremo bisogno di un sito che oltre al blog abbia altri strumenti. Nel blog questo gruppo può ridiscutere le priorità su cui bisogna fare maggiore pressione, in modo da entrare con alcune poche buone norme possibilmente di uso non ambiguo da consigliare a tutti i mezzi di comunicazione.

L’aspetto già molto sviluppato della soggettazione bibliotecaria potrebbe essere collegato al gruppo di coordinamento media (in quanto la catalogazione ha a che fare con l’editoria stampata e con la rete informatica) oppure avere un coordinamento autonomo. Questa decisione può essere presa dalle colleghe che lavorano nel settore che è emerso come il più avanzato nella consapevolezza del problema.

Come hanno testimoniato le studenti intervenute, è importante creare cultura di genere nel campo linguistico anche attraverso lavori di ricerca di vario livello (tesine, tesi triennali e tesi magistrali). Si possono indicare argomenti generali soprattutto nel monitoraggio. In questo senso si possono creare griglie di valutazione da far applicare alle tesiste, o quant’altro. Si possono fare progetti di ricerca tra università e anche e soprattutto da una università e le colleghe di altre realtà culturali.

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